skip to Main Content

2001 – STORIE TRASVERSALI  catalogo mostra – Galleria Maniero – Roma.

Ci troviamo quasi in paradiso, e guardiamo dall’alto una terra sconosciuta. I recenti dipinti di Francesca Tulli sono strane visioni dalle vertiginose altezze di un edificio. Attraverso ampie finestre vediamo lontano, in basso, reticolati di strade metropolitane o distese d’ondulate campagne.
Gli interni ovattati sono isolati dal circostante. Talvolta il panorama è visto da una stanza che sembra anche più alta delle nuvole. Tutto ciò procura un senso di vertigine nettamente accentuato dallo stratagemma pittorico della Tulli di inclinare il pavimento fino ad angolature estreme per creare una precipitevole prospettiva.
Analogamente anche il mobilio risulta inclinato. Ciò genera drammatiche composizioni che catturano tutta l’inquietudine di un mondo sfuggevole e scivoloso, rischioso quanto il ponte di una nave che sta affondando. Una comoda poltrona, una lampada d’ottone e una comune palma, ci introducono in un clima di stile borghese e di luce d’atmosfera. Siamo persi nel lusso impersonale di una suite in un grand hotel.
Nonostante le ampie visuali, c’è un senso di claustrofobia, un essere tagliati fuori dall’ambiente, in un vuoto climatizzato ma senza aria.
“Il mobilio è posto in situazioni leggermente ansiogene, in alto, sopra panorami nei quali sembra quasi di poter cadere. Ho di proposito cambiato la relazione tra interno ed esterno creando un alterato, impossibile orizzonte, come visto da una finestra di un piano a strapiombo. Questi quadri sono finestre sul mondo e proprio come su uno schermo televisivo, possiamo vedere altre visioni oltre il vetro. Come fotogrammi di un film sono tutti parte di un grande quadro”.
Nei dipinti della Tulli, molti interni rappresentano le ordinate stanze della casa materna,mentre i paesaggi esterni sono tratti da fotografie aeree di New York ed Atene.
Pertanto i suoi montaggi sono pura invenzione, e ciò rientra nel suo personale metodo d’inganno spaziale. In dipinti di varie dimensioni, da piccole intime vedute a vasti paesaggi, l’artista mostra il bracciolo imbottito di un divano in primo piano con lo stesso peso e l’importanza visiva della collina erbosa presente all’esterno. Anche i colori sono spiazzanti.
Molte scene sono monocrome, come se stessimo guardando attraverso lenti colorate. Con il loro stile secco, alcuni dipinti somigliano ad ambientazioni di un film di mistero, viste attraverso lo schermo disturbato di un vecchio televisore in bianco e nero. Altri lavori sono dipinti solamente in tono d’ocra.
Le tonalità dorate e i rossi talvolta sembrano provenire dal bagliore di un fuoco divampante, cosa improbabile dato che ci troviamo in una ultramoderna altolocata abitazione.
Questa sensazione di freddo surrealismo persiste nonostante l’oso da parte della Tulli di colori caldi. C’è un misterioso senso di naturale crepuscolo misto ad una luce pallida e fluorescente. È una strana combinazione di giorno e notte.
Alcuni dei nuovi lavori mostrano semplicemente il frammento di un ampio paesaggio come uno squarcio bianco o una fessura. Tagliando di traverso altre tele una stria di rosso crea uno sfregio fiammeggiante che annulla la scena.
Continuando la sua ricerca di immagini che creano scompiglio all’interno dello spazio domestico, la Tulli ha anche realizzato un video nel quale la tranquillità della vita in casa è intenzionalmente sovvertita.
“Si tratta di un breve video, nel quale la casa viene vista attraverso la videocamera che ruota in continuazione. Le finestre sono chiuse, le tende tirate, la luce è innaturale e le ombre sono profonde. Man mano che la videocamera ruota su se stessa, tutto è capovolto, come se le sedie e le lampade precipitassero dal cielo, un po’ come la scena del tornado nel Mago di Oz”.
C’è una forte presenza umana in tutta l’opera della Tulli. Spesso è come se qualcuno avesse appena lasciato la stanza o fosse uscito dalla cornice del quadro. Nei suoi attuali interni e paesaggi cittadini va oltre per rilevare che le strutture artificiali possono essere contorte come il flessuoso corpo di un ginnasta.
Ed ecco infatti la sua prima scultura in bronzo.
La Tulli ha creato una piccola figura umana , una contorsionista in equilibrio su una mano .Ne consegue che questa scultura è anche un gioco di equilibrio .
La Tulli spiega che, senza aiuto di perni o adesivi , la figura è in equilibrio in una specchio di acqua bassa . La figura in questo modo è riflessa : un rimando ai dittici speculari della Tulli.
“ Il soggetto di questa scultura è strettamente attinente alla tematica dei dipinti . L’acrobata del circo segue la legge di gravità in modo inusuale, non totalmente naturale , ma pur sempre reale . Pertanto il mio contorsionista , spettatore idealizzato in precario equilibrio , guarda la realtà circostante da un diverso punto di vista “. Jonathan Turner .

Back To Top